SINDROME DA RIENTRO


Quando riprendere a lavorare dopo le vacanze genera malessere.

È quasi finita l’estate e la stragrande maggioranza delle persone ha ripreso a pieno ritmo tutte quelle attività che fanno parte della routine quotidiana. Se gli impegni di vario genere, ma soprattutto quelli lavorativi, si sono nuovamente impossessati della tua vita noncuranti di quanto stavi bene in vacanza, questo articolo fa al caso tuo.

Prima di addentrarti nel vivo dell’argomento, però, è importante che tu tenga a mente due concetti fondamentali:

1 – LA VACANZA È IL NOSTRO AVATAR Te lo ricordi il personaggio di Jake Sully in Avatar, il film di James Cameron? Jake è un ex marine invalido e costretto su una sedia a rotelle che però quando si connette al proprio Avatar può diventare un essere agile e scattante, dotato di riflessi e ingegno al di sopra della media. Ecco, la pausa estiva trascorsa nella località prescelta per le vacanze spesso diventa lo spazio in cui manifestare una sorta di “superpotere” che ci trasforma in persone capaci di leggerezza, disponibili all’incontro, sorridenti e gioiose. Ciò accade, come per magia, perché un luogo fisicamente diverso dall’abitudinario stimola la creatività e ci aiuta a far emergere quelle parti di noi che sembrano non trovare spazio nel quotidiano.

2 – NON TUTTO LO STRESS VIENE PER NUOCERE Per noi esseri umani, lo stress è una funzione di base importantissima grazie alla quale possiamo comprendere i nostri limiti di prestazione. La risposta “stress” si attiva a fronte di input esterni che ci costringono a prendere in considerazione uno sforzo maggiore di quelli a cui siamo abituati, ma non è di per sé una patologia.

In psicologia distinguiamo tra due diversi tipi di stress chiamati eustress e distress, il primo considerato positivo e il secondo negativo.
Quando siamo soggetti a eustress, solitamente diciamo che la nostra salute va migliorando e accrescono le nostre condizioni di benessere perché questo è il genere di tensione che ci fa muovere per rinnovare l’equilibrio sia fisico che psichico.

Es. Inizio ad alzarmi presto la mattina per avere il tempo di fare dell’attività fisica: è uno sforzo, mi costa fatica (preferirei stare ancora un po’ a letto come al solito) ma poi durante la giornata scopro i benefici della mia scelta. Lo sforzo mi ha permesso di andare oltre il mio abituale consumo di energie e mi ha aiutato a costruire una nuova routine sana.

Il distress invece, chiamato anche “negativo”, debilita l’intero organismo facendo insorgere un senso di oppressione e la convinzione che sia impossibile dirigersi verso un cambiamento.

Es. Sul lavoro si moltiplicano le cose da fare e io non me la sento di porre dei limiti, preferisco riuscire a fare tutto. Aggiungo mezz’ora di straordinario, un’altra, proseguo e concludo a casa la sera tardi. Scopro che in effetti posso oltrepassare alcuni limiti e lavorare moltissime ore al giorno, ma la mente sovraccarica inizia a non intravedere vie d’uscita. Il corpo si irrigidisce, i pensieri fanno lo stesso, sento di stare male ma mi sembra che non ci sia nulla che posso fare per migliorare le mie condizioni.

POST-VACATION BLUES Se ti sono chiare queste due premesse, possiamo cominciare a parlare di Post-Vacation Blues: la ormai famosissima sindrome da rientro dalle vacanze.

“Ti invito al viaggio in quel paese che ti somiglia tanto” Invito al viaggio, F. Battiato

Da giovani, io e le mie amiche usavamo l’espressione “pessimismo e fastidio” per indicare quello stato di insoddisfazione e irritabilità pervasive che ci coglieva a seguito di qualche avvenimento sgradito.
La sindrome da rientro comporta proprio, tra i vari sintomi, irritabilità, tensione, ansia ma anche problemi di concentrazione, dolori muscolari e disturbi del sonno.

Secondo i dati Istat ne soffre 1 italiano su 10 mentre per la Società Italiana di Psichiatria la percentuale sale al 35% con una incidenza particolare nella fascia d’età 25-45.
Ciò che queste persone trovano sulle loro scrivanie al rientro dalle vacanze è una mole di lavoro che nel frattempo si è accumulata o che non è potuta giungere a compimento a causa della grande stanchezza di fine periodo. Inoltre, alla casella postale traboccante di mail si aggiungono spesso delle criticità (nuove o preesistenti) che naturalmente durante le vacanze non hanno avuto il buon cuore di risolversi da sole. Di solito i sintomi da Post Vacation Blues vanno riassorbendosi sul breve periodo, ma sono da prendere seriamente in considerazione perché potrebbero rivelarsi preziosi indicatori di qualcosa che ci riguarda più complessivamente.

Nell’attesa di comprendere meglio il tuo vissuto, se senti che ciò che hai appena letto ti riguarda, ecco qui alcune strategie utili che di solito noi psicoterapeuti suggeriamo per affrontare lo stress da rientro. Applicale per come ti è possibile cercando di adattarle alla tua realtà, ma soprattutto evita pensieri del tipo “questo è impossibile”, “quest’altro non si potrà mai fare”, “per questo invece ci vorrebbe un miracolo” e… Abbi fiducia in te.

  • RIPORTA alla memoria gli stati d’animo e le esperienze gradevoli che hanno caratterizzato la tua vacanza, diventeranno il tuo luogo sicuro in cui rifugiarti per smaltire un po’ di pressione;
  • PRATICA movimento fisico (o sport) regolarmente, placa il sovraccarico di pensieri;
  • MANGIA E DORMI seguendo orari che ti facciano davvero stare bene, la mente non è lucida se il corpo non riposa e non digerisce il dovuto;
  • RIPRENDI a lavorare in modo graduale, magari iniziando a smaltire gli impegni che richiedono meno sforzo. Le cose non hanno tutte la stessa urgenza, siamo noi che gliela attribuiamo.